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Rifiuti dalla A alla Z

Dizionario italiano dei rifiuti e dei vari processi di smaltimento.

A

1) Acque fotografiche :

soluzioni chimiche impiegate nelle operazioni di sviluppo e stampa fotografiche (soluzioni di sviluppo e soluzioni di fissaggio fotografiche).

2) ADR

: l’ADR, sigla di Accord Dangereuses Route, sintesi di “ Accord europeen relatif au transport international des marchandises dangereuses par route” è l’accordo che regola i trasporti internazionali di merci pericolose su strada firmato a Ginevra il 30.09.1957. La disciplina ADR recepita nella normativa nazionale è periodicamente revisionata ed aggiornata. La cadenza delle modifiche è generalmente biennale.

3) Albo nazionale gestori ambientali


1. È costituito, presso il Ministero dell’ambiente e tutela del territorio, l’Albo nazionale gestori ambientali, di seguito denominato Albo, articolato in un Comitato nazionale, con sede presso il medesimo Ministero, ed in Sezioni regionali e provinciali, istituite presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e di Bolzano. I componenti del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali durano in carica cinque anni.

2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio sono istituite sezioni speciali del Comitato nazionale per ogni singola attività soggetta ad iscrizione all’Albo, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e ne vengono fissati composizione e competenze. Il Comitato nazionale dell’Albo ha potere deliberante ed è composto da diciannove membri di comprovata e documentata esperienza tecnico-economica o giuridica nelle materie ambientali nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e designati rispettivamente:
a) due dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di cui uno con funzioni di Presidente;
b) uno dal Ministro delle attività produttive, con funzioni di vice-Presidente;
c) uno dal Ministro della salute;
d) uno dal Ministro dell’economia e delle finanze
e) uno dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
f) uno dal Ministro dell’interno;
g) tre dalle regioni;
h) uno dall’Unione italiana delle Camere di commercio industria, artigianato e agricoltura;
i) sei dalle organizzazioni maggiormente rappresentative delle categorie economiche interessate, di cui due dalle organizzazioni rappresentative della categoria degli autotrasportatori e due dalle associazioni che rappresentano i gestori dei rifiuti;
l) due dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

3. Le Sezioni regionali e provinciali dell’Albo sono istituite con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e sono composte;
a) dal Presidente della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o da un membro del Consiglio camerale all’uopo designato dallo stesso, con funzioni di Presidente;
b) da un funzionario o dirigente di comprovata esperienza nella materia ambientale designato dalla regione o dalla provincia autonoma, con funzioni di vice-Presidente;
c) da un funzionario o dirigente di comprovata esperienza nella materia ambientale, designato dall’Unione regionale delle province o dalla provincia autonoma;
d) da un esperto di comprovata esperienza nella materia ambientale, designato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio;
e) [da due esperti designati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative delle categorie economiche] ;
f) [da due esperti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative] .

4. Le funzioni del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali dell’Albo sono svolte, sino alla scadenza del loro mandato, rispettivamente dal Comitato nazionale e dalle Sezioni regionali dell’Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti già previsti all’articolo 30 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, integrati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dai nuovi componenti individuati ai sensi, rispettivamente, del comma 2, lettera 1), e del comma 3, lettere e) ed f), nel rispetto di quanto previsto dal comma 16.

5. L’iscrizione all’Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi, di raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi, nonché di gestione di impianti di smaltimento e di recupero di titolarità di terzi e di gestione di impianti mobili di smaltimento e di recupero di rifiuti, nei limiti di cui all’articolo 208, comma 15. Sono esonerati dall’obbligo di cui al presente comma le organizzazioni di cui agli articoli 221, comma 3, lettere a) e c), 223, 224, 228, 233, 234, 235 e 236, limitatamente all’attività di intermediazione e commercio senza detenzione di rifiuti di imballaggio, a condizione che dispongano di evidenze documentali o contabili che svolgano funzioni analoghe, fermi restando gli adempimenti documentali e contabili previsti a carico dei predetti soggetti dalle vigenti normative. Per le aziende speciali, i consorzi e le società di gestione dei servizi pubblici di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’iscrizione all’Albo è effettuata mediante apposita comunicazione del comune o del consorzio di comuni alla sezione regionale territorialmente competente ed è valida per i servizi di gestione dei rifiuti urbani nei medesimi comuni.

6. L’iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni e costituisce titolo per l’esercizio delle attività di raccolta, di trasporto, di commercio e di intermediazione dei rifiuti; per le altre attività l’iscrizione abilita alla gestione degli impianti il cui esercizio sia stato autorizzato o allo svolgimento delle attività soggette ad iscrizione.
7. Le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto dei rifiuti, le imprese che effettuano attività di intermediazione e di commercio dei rifiuti, senza detenzione dei medesimi, e le imprese che effettuano l’attività di gestione di impianti mobili di smaltimento e recupero dei rifiuti devono prestare idonee garanzie finanziarie a favore dello Stato. Tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 (Emas), e del quarantapercento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001.

8. Le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 7 non si applicano ai produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nè ai produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di trenta chilogrammi o trenta litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi, a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti. Dette imprese non sono tenute alla prestazione delle garanzie finanziarie e sono iscritte in un’apposita sezione dell’Albo in base alla presentazione di una comunicazione alla sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente che rilascia il relativo provvedimento entro i successivi trenta giorni. Con la comunicazione l’interessato attesta sotto la sua responsabilità, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 241 del 1990: a) la sede dell’impresa, l’attività o le attività dai quali sono prodotti i rifiuti; b) le caratteristiche, la natura dei rifiuti prodotti; c) gli estremi identificativi e l’idoneità tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, tenuto anche conto delle modalità di effettuazione del trasporto medesimo; d) il versamento del diritto annuale di registrazione, che in fase di prima applicazione è determinato nella somma di 50 euro all’anno, ed è rideterminabile ai sensi dell’articolo 21 del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406. L’impresa è tenuta a comunicare ogni variazione intervenuta successivamente all’iscrizione. Le iscrizioni delle imprese di cui al presente comma effettuate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore delle presenti disposizioni restano valide ed efficaci. Non è comunque richiesta l’iscrizione all’Albo per il trasporto dei propri rifiuti, come definiti dal presente comma, purché lo stesso trasporto sia esclusivamente finalizzato al conferimento al gestore del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani con il quale sia stata stipulata una convenzione.

9. Le imprese che effettuano attività di gestione di impianti fissi di smaltimento e di recupero di titolarità di terzi, le imprese che effettuano le attività di bonifica dei siti e di bonifica dei beni contenenti amianto devono prestare idonee garanzie finanziarie a favore della regione territorialmente competente, nel rispetto dei criteri generali di cui all’articolo 195, comma 2, lettera h). Tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 (Emas), e del quaranta per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001. Le garanzie di cui al presente comma devono essere in ogni caso prestate in base alla seguente distinzione:
a) le imprese che effettuano l’attività di gestione di impianti fissi di smaltimento e di recupero di titolarità di terzi devono prestare le garanzie finanziarie a favore della regione per ogni impianto che viene gestito;
b) le imprese che effettuano l’attività di bonifica dei siti e dei beni contenenti amianto devono prestare le garanzie finanziarie a favore della regione per ogni intervento di bonifica.

10. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri delle attività produttive, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’economia e delle finanze, sentito il parere del Comitato nazionale, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, sono definite le attribuzioni e le modalità organizzative dell’Albo, i requisiti, i termini e le modalità di iscrizione, i diritti annuali d’iscrizione, nonché le modalità e gli importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato. Fino all’emanazione del predetto decreto, continuano ad applicarsi, per quanto compatibili, le disposizioni del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406. Il decreto di cui al presente comma si informa ai seguenti principi:
a) individuazione di requisiti per l’iscrizione, validi per tutte le sezioni, al fine di uniformare le procedure;
b) coordinamento con la vigente normativa sull’autotrasporto, in coerenza con la finalità di cui alla lettera a);
c) trattamento uniforme dei componenti delle Sezioni regionali, per garantire l’efficienza operativa;
d) effettiva copertura delle spese attraverso i diritti di segreteria e i diritti annuali di iscrizione.

11. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, sentita la Conferenza Stato regioni, sono fissati i criteri generali per la definizione delle garanzie finanziarie da prestare a favore delle regioni.

12. [È istituita, presso l’Albo, una Sezione speciale, alla quale sono iscritte le imprese di paesi europei ed extraeuropei che effettuano operazioni di recupero di rottami ferrosi e non ferrosi, elencate nell’articolo 183, comma 1, lettera u), per la produzione di materie prime secondarie per l’industria siderurgica e metallurgica, nel rispetto delle condizioni e delle norme tecniche nazionali, comunitarie e internazionali individuate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Sino all’emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le condizioni e le norme tecniche riportate nell’Allegato 1 al decreto del Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998. L’iscrizione è effettuata a seguito di comunicazione all’albo da parte dell’azienda estera interessata, accompagnata dall’attestazione di conformità a tali condizioni e norme tecniche rilasciata dall’autorità pubblica competente nel Paese di appartenenza. Le modalità di funzionamento della sezione speciale sono stabilite dal Comitato nazionale dell’Albo; nelle more di tale definizione l’iscrizione è sostituita a tutti gli effetti dalla comunicazione corredata dall’attestazione di conformità dell’autorità competente] .

13. L’iscrizione all’Albo ed i provvedimenti di sospensione, di revoca, di decadenza e di annullamento dell’iscrizione, nonché l’accettazione, la revoca e lo svincolo delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato sono deliberati dalla Sezione regionale dell’Albo della regione ove ha sede legale l’impresa interessata, in base alla normativa vigente ed alle direttive emesse dal Comitato nazionale .

14. Nelle more dell’emanazione dei decreti di cui al presente articolo, continuano ad applicarsi le disposizioni disciplinanti l’Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti vigenti alla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, disposizioni la cui abrogazione è differita al momento della pubblicazione dei suddetti decreti.

15. Avverso i provvedimenti delle Sezioni regionali dell’Albo gli interessati possono proporre, nel termine di decadenza di trenta giorni dalla notifica dei provvedimenti stessi, ricorso al Comitato nazionale dell’Albo.

16. Agli oneri per il funzionamento del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali si provvede con le entrate derivanti dai diritti di segreteria e dai diritti annuali d’iscrizione, secondo le previsioni, anche relative alle modalità di versamento e di utilizzo, che saranno determinate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. L’integrazione del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali con i rappresentanti di cui ai commi 2, lettera 1), e 3, lettere e) ed f), è subordinata all’entrata in vigore del predetto decreto. Sino all’emanazione del citato decreto, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 20 dicembre 1993 e le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 13 dicembre 1995 .

17. La disciplina regolamentare dei casi in cui, ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, l’esercizio di un’attività privata può essere intrapreso sulla base della denuncia di inizio dell’attività non si applica alle domande di iscrizione e agli atti di competenza dell’Albo.

18. Le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto dei rifiuti sottoposti a procedure semplificate ai sensi dell’articolo 216, ed effettivamente avviati al riciclaggio ed al recupero, non sono sottoposte alle garanzie finanziarie di cui al comma 8 e sono iscritte all’Albo mediante l’invio di comunicazione di inizio di attività alla Sezione regionale o provinciale territorialmente competente. Detta comunicazione deve essere rinnovata ogni cinque anni e deve essere corredata da idonea documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 13 del decreto ministeriale 28 aprile 1998, n. 406, nonché delle deliberazioni del Comitato nazionale dalla quale risultino i seguenti elementi: a) la quantità, la natura, l’origine e la destinazione dei rifiuti; b) la rispondenza delle caratteristiche tecniche e della tipologia del mezzo utilizzato ai requisiti stabiliti dall’Albo in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare; c) il rispetto delle condizioni ed il possesso dei requisiti soggettivi, di idoneità tecnica e di capacità finanziaria.

19. Entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione di inizio di attività le Sezioni regionali e provinciali prendono atto dell’avventa iscrizione e inseriscono le imprese di cui al comma 18 in appositi elenchi dandone comunicazione al Comitato nazionale, alla provincia territorialmente competente ed all’interessato.
20. Le imprese iscritte all’Albo con procedura ordinaria ai sensi del comma 5 sono esentate dall’obbligo della comunicazione di cui al comma 18 se lo svolgimento dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti sottoposti a procedure semplificate ai sensi dell’articolo 216 ed effettivamente avviati al riciclaggio e al recupero non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia di rifiuti per le quali tali imprese sono iscritte.

21. Alla comunicazione di cui al comma 18 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Alle imprese che svolgono le attività di cui al comma 18 a seguito di comunicazione corredata da documentazione incompleta o inidonea, si applica il disposto di cui all’articolo 256, comma 1.

22. [I soggetti firmatari degli accordi e contratti di programma previsti dall’articolo 181 e dall’articolo 206 sono iscritti presso un’apposita sezione dell’Albo, a seguito di semplice richiesta scritta e senza essere sottoposti alle garanzie finanziarie di cui ai commi 8 e 9] .

23. Sono istituiti presso il Comitato nazionale i registri delle imprese autorizzate alla gestione di rifiuti, aggiornati ogni trenta giorni, nei quali sono inseriti, a domanda, gli elementi identificativi dell’impresa consultabili dagli operatori secondo le procedure fissate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, nel rispetto dei principi di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. I registri sono pubblici e, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, sono resi disponibili al pubblico, senza oneri, anche per via telematica, secondo i criteri fissati dal predetto decreto. Le Amministrazioni autorizzanti comunicano al Comitato nazionale, subito dopo il rilascio dell’autorizzazione, la ragione sociale dell’impresa autorizzata, l’attività per la quale viene rilasciata l’autorizzazione, i rifiuti oggetto dell’attività di gestione, la scadenza dell’autorizzazione e successivamente segnalano ogni variazione delle predette informazioni che intervenga nel corso della validità dell’autorizzazione stessa. Nel caso di ritardo dell’Amministrazione superiore a trenta giorni dal rilascio dell’autorizzazione, l’impresa interessa ta può inoltrare copia autentica del provvedimento, anche per via telematica, al Comitato nazionale, che ne dispone l’inserimento nei registri.

24. [Le imprese che effettuano attività di smaltimento dei rifiuti non pericolosi nel luogo di produzione dei rifiuti stessi ai sensi dell’articolo 215 sono iscritte in un apposito registro con le modalità previste dal medesimo articolo] .

25. [Le imprese che svolgono operazioni di recupero dei rifiuti ai sensi dell’articolo 216 sono iscritte in un apposito registro con le modalità previste dal medesimo articolo].

26. Per la tenuta dei registri di cui ai commi 22, 23, 24 e 25 gli interessati sono tenuti alla corresponsione di un diritto annuale di iscrizione, per ogni tipologia di registro, pari a 50 euro, rideterminabile ai sensi dell’articolo 21 del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406. I diritti di cui al commi 8, 24 e 25 sono versati, secondo le modalità di cui al comma 16, alla competente Sezione regionale dell’Albo, che procede a contabilizzarli separatamente e ad utilizzarli integralmente per l’attuazione dei medesimi commi.

27. La tenuta dei registri di cui ai commi 22 e 23 decorre dall’entrata in vigore del decreto di cui al comma 16.

28. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

(272) Lettera soppressa dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(273) Lettera soppressa dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(274) Comma così modificato dall’art. 2, commi 30 e 31, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(275) Comma prima sostituito dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e poi così modificato dall’art. 4-quinquies, D.L. 3 novembre 2008, n. 171 aggiunto dalla relativa legge di conversione. L’iscrizione all’Albo prevista dal presente comma è stata disciplinata con Del. 26 aprile 2006 (Gazz. Uff. 22 maggio 2006, n. 117), modificata dall’art. 1, Del. 4 luglio 2007 (Gazz. Uff. 2 agosto 2007, n. 178), e con Del. 3 marzo 2008 (Gazz. Uff. 29 marzo 2008, n. 75).
(276) Comma abrogato dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(277) Comma così sostituito dall’art. 2, comma 31, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(278) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il . D.M. 2 maggio 2006. Con Comunicato 26 giugno 2006 (Gazz. Uff. 26 giugno 2006, n. 146) è stata segnalata l’inefficacia del suddetto D.M. 2 maggio 2006 il quale, non essendo stato inviato alla Corte dei Conti per essere sottoposto al preventivo e necessario controllo, non ha ottenuto la registrazione prevista dalla legge e, conseguentemente, non può considerarsi giuridicamente produttivo di effetti.
(279) Alinea così modificato dall’art. 2, comma 31, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(280) Comma abrogato dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(281) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 2 maggio 2006. Con Comunicato 26 giugno 2006 (Gazz. Uff. 26 giugno 2006, n. 146) è stata segnalata l’inefficacia del suddetto D.M. 2 maggio 2006 il quale, non essendo stato inviato alla Corte dei Conti per essere sottoposto al preventivo e necessario controllo, non ha ottenuto la registrazione prevista dalla legge e, conseguentemente, non può considerarsi giuridicamente produttivo di effetti.
(282) Comma abrogato dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.
(283) Comma abrogato dall’art. 2, comma 30, D.Lgs. 16 gennaio 2008, n.4.

B

4) Bonifica:

ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all’utilizzo previsto dell’area;

C

5) CER :

Catalogo europeo dei rifiuti
a) L’articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE definisce il termine “rifiuti” nel modo seguente: “qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell’allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.
b) Il secondo capoverso dell’articolo 1, lettera a), stabilisce che la Commissione, conformemente alla procedura di cui all’articolo 18, prepari un elenco dei rifiuti che rientrano nelle categorie di cui all’allegato I. Tale elenco è noto più comunemente come Catalogo europeo dei rifiuti (CER) e si applica a tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento o al recupero.
c) Il Catalogo europeo dei rifiuti è un elenco armonizzato, non esaustivo, di rifiuti e sarà pertanto oggetto di periodica revisione e, se necessario, di modifiche, conformemente alla procedura del comitato.
Tuttavia, un materiale figurante nel catalogo non è in tutte le circostanze un rifiuto, ma solo quando esso soddisfa la definizione di rifiuto.
d) I rifiuti figuranti nel CER sono soggetti alle disposizioni della direttiva a meno che si applichi ad essi l’articolo 2, paragrafo 01, lettera b), di detta direttiva.
e) Il catalogo vuole essere una nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità allo scopo di migliorare tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. A questo riguardo, il Catalogo europeo dei rifiuti dovrebbe diventare il riferimento di base del programma comunitario di statistiche sui rifiuti lanciato con la risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1990, sulla politica relativa alla gestione dei rifiuti.
f) Il CER viene adeguato in modo da tener conto dei progressi scientifici e tecnici, in conformità della procedura di cui all’articolo 18 della direttiva.
g) Ciascun codice dei rifiuti figurante nel catalogo deve sempre essere inserito nel contesto a cui si riferisce. h) Il catalogo non pregiudica l’applicazione dell’elenco di “rifiuti pericolosi” disposto dall’articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, sui rifiuti pericolosi.

6) Certificazione di avvenuto conferimento :

attestazione rilasciata al produttore dei rifiuti certificante l’accettazione del suo rifiuto presso il nostro centro di stoccaggio e trattamento – rilasciata nei modi previsti dalle vigenti normative.

7) Ciclo produttivo di un rifiuto :

tutte le fasi di una lavorazione al termine della quale viene generato uno scarto non più riutilizzabile dal produttore.

8) Classi di pericolo di un rifiuto :

codifica in relazione al tipo di pericolosità che contraddistingue un rifiuto, elencata nell’allegato I alla parte IV del D.Lgs. 152/06.

9) Classificazione


I rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198, comma 2, lettera g)del Dlg 152/06
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonchè gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).
Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e agroindustriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonchè i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali;
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
e) i rifiuti da attività commerciali;
f) i rifiuti da attività di servizio;
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
m) il combustibile derivato da rifiuti.
Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell’elenco di cui all’allegato D alla parte IV del D.Lgs 152/06 sulla base degli allegati G, H ed I.

10) Codice di un rifiuto :

numero composto da 6 cifre presente nel Catalogo Europeo Rifiuti che identifica un determinato rifiuto sulla base del ciclo produttivo. (vedi CER).

11) Combustibile da rifiuti:

il combustibile ricavato dai rifiuti urbani mediante trattamento finalizzato all’eliminazione delle sostanze pericolose per la combustione ed a garantire un adeguato potere calorico, e che possieda caratteristiche specificate con apposite norme tecniche;

12) Compost da rifiuti:

prodotto ottenuto dal compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani nel rispetto di apposite norme tecniche finalizzate a definirne contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale e sanitaria, e in particolare a definirne i gradi di qualità.

D

13) Deargentazione :

operazione di recupero del metallo di argento dalle soluzioni di fissaggio fotografiche tramite elettrolisi.

14) Denominazione di un rifiuto :

descrizione associata al codice CER di un rifiuto presente nel Catalogo Europeo Rifiuti – ma anche terminologia attribuita dal produttore ad un determinato rifiuto da quest’ultimo prodotto a cui associare un codice CER.

15) Deposito temporaneo:

il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti alle seguenti condizioni:
a) i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 ppm nè policlorobifenile, policlorotrifenili in quantità superiore a 25 ppm;
b) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiuti pericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi. In ogni caso, allorchè il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l’anno e il quantitativo di rifiuti non pericolosi non superi i 20 metri cubi l’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;
c) il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonchè, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; d) devono essere rispettate le norme che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose;
e) per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito temporaneo;

16) Detentore:

il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene;

17) Discariche :

luoghi stabiliti dalle Autorità per lo scarico dei rifiuti.

18) Normativa Ambientale Odierna:

– D.Lgs. 152/06 : Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n° 152 – Norme in materia ambientale. – Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 14 aprile 2006, n. 88, S.O.

19) Documento di trasporto ADR in cui vengono descritti per ogni sostanza o materia pericolosa i seguenti aspetti:

(questo documento va integrato dalla “scheda Tecnica” – vedi -)
. numero ONU (codice di identificazione, costituito da 4 cifre, attribuito al materiale dalle Nazioni Unite ed elencato nella “Tabella nominativa ADR” in ordine crescente alla colonna 1);
. nome proprio di spedizione, ossia la denominazione ufficiale come riportata nella “Tabella nominativa ADR”;
. classe ADR (vedi “Merci Pericolose”);
. gruppo di imballaggio (se assegnato);
. lettere ADR;
. numero e descrizione dei colli trasportati;
. quantità totale della merce pericolosa;
. nome e indirizzo del mittente;
. nome e indirizzo del destinatario

E

20) Elettrolisi:

fenomeno per cui una sostanza immersa in acqua o altri solventi e sottoposta all’azione di una corrente elettrica si dissocia in ioni.

F

21) Fanghi :

Rifiuti costituiti da una porzione acquosa miscelata con una porzione polverosa o solida solubile.

22) Formulario di trasporto :

Durante il trasporto effettuato da enti o imprese i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare, in particolare, i seguenti dati:
a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;
b) origine, tipologia e quantità del rifiuto;
c) impianto di destinazione;
d) data e percorso dell’istradamento;
e) nome ed indirizzo del destinatario.
Il formulario di identificazione deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti, e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il detentore, e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al detentore. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.

G

23) Gestione:

la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonchè il controllo delle discariche e degli impianti di smaltimento dopo la chiusura;

I

24) Impianti di smaltimento biologici :

l’insieme degli edifici, macchinari, uffici necessari alla gestione dello smaltimento finale dei rifiuti allo stato liquido o fangoso, tramite processo biologico di disgregazione e scissione, ottenuto quindi dall’attività di microrganismi con esclusione di prodotti chimici.

25) Impianti di smaltimento chimico-fisici :

l’insieme degli edifici, macchinari, uffici necessari alla gestione dello smaltimento finale dei rifiuti allo stato liquido o fangoso, tramite processo chimico e di separazione meccanica dei principali inquinanti.

26) Inceneritore :

forno continuo per la combustione di rifiuti.

L

27) Legge Seveso bis (DPR 334/99) :

Decreto 17 agosto 1999 n° 334 di attuazione della Direttiva CEE n° 96/82 relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.

28) Luogo di produzione dei rifiuti:

uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all’interno di un’area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti;

M

29) Manuale Operativo Esa

: documento illustrante le procedure di gestione del nostro centro di stoccaggio e trattamento – dalle fasi di conferimento dei rifiuti fino allo smaltimento finale – comprendendo anche ampie sezioni relative alla sicurezza nella manipolazione dei rifiuti e alla manutenzione dei macchinari e impianti.

30) Merci pericolose :

preparati e composti contenenti sostanze pericolose elencate nella “tabella nominativa” presente nell’Accordo ADR, tabella che riassume le singole prescrizioni riguardanti una specifica sostanza. Le merci pericolose sono raggruppate in classi, in relazione alle loro proprietà e al tipo di pericolo che presentano:
Classe 1: Materie ed oggetti esplosivi
Classe 2: Gas
Classe 3: Liquidi infiammabili
Classe 4.1: Solidi infiammabili, sostanze autoreattive ed esplosivi solidi neutralizzati
Classe 4.2: Sostanze soggette a combustione spontanea
Classe 4.3: Sostanze che a contatto con acqua sviluppano gas infiammabili
Classe 5.1: Sostanze ossidanti (comburenti)
Classe 5.2: Perossidi organici
Classe 6.1: Sostanze tossiche
Classe 6.2: Sostanze infettive
Classe 7: Materiali radioattivi
Classe 8: Materie corrosive
Classe 9: Materie ed oggetti pericolosi diversi.

31) Messa in sicurezza:

ogni intervento per il contenimento o isolamento definitivo della fonte inquinante rispetto alle matrici ambientali circostanti;

32) Microraccolta :

Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti prodotti da piccole strutture, il cui quantitativo non giustifica il contestuale conferimento agli impianti di smaltimento finale. Questo servizio implica una gestione capillare durante le fasi di trasporto, ricondizionamento, trattamento, stoccaggio provvisorio e smaltimento.

33) MUD :

Modello Unico di Denuncia

1. Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti, i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g), comunicano annualmente alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competenti, con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto delle predette attività. Sono esonerati da tale obbligo gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212, comma 8, nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti .

1-bis. Senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, a partire dall’istituzione di un sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai fini della trasmissione e raccolta di informazioni su produzione, detenzione, trasporto e smaltimento di rifiuti e la realizzazione in formato elettronico del formulario di identificazione dei rifiuti, dei registri di carico e scarico e del M.U.D., da stabilirsi con apposito decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le categorie di soggetti di cui al comma precedente sono assoggettati all’obbligo di installazione e utilizzo delle apparecchiature elettroniche.

P

34) Pretrattamento :

Operazioni preliminari necessarie a far sì che un determinato rifiuto abbia le caratteristiche chimiche e fisiche per subire uno specifico trattamento ai fini dello smaltimento.

35) Produttore:

la persona la cui attività ha prodotto rifiuti e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti;

R

36) Raccolta:

l’operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto;

37) Raccolta differenziata:

la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, [compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima];

38) Raggruppamento di rifiuti :

operazioni riguardanti l’accumulo di rifiuti aventi analoghe proprietà e compatibilità soprattutto ai fini dello smaltimento finale.

39) Recupero:

le operazioni previste nell’allegato C alla parte IV del D.Lgs, 152/06;

40) Recupero metalli :

tutte le operazioni chimico-fisiche finalizzate alla separazione dei metalli da una sostanza liquida o solida.

41) Ricondizionamento di un rifiuto :

operazioni riguardanti il controllo e lo stato di efficienza della tipologia di imballo o contenimento di un rifiuto al fine di prevenire spandimenti accidentali e garantire l’osservanza delle prescrizioni indicate nei provvedimenti legislativi nonchè delle prescrizioni indicate dagli impianti di smaltimento finale.

42) Rifiuti liquidi :

Rifiuti il cui stato fisico ad una determinata temperatura è liquido e quindi con un volume proprio ma una forma indeterminata – anche, rifiuti di sostanze fluide.

43) Rifiuti sanitari :

rifiuti prodotti dalle strutture sanitarie ospedaliere pubbliche o private, dagli ambulatori medici e dai centri di ricerca e diagnosi per la prevenzione delle malattie. Al fine di evitare possibili infezioni dovute alla manipolazione di questi rifiuti sono state individuate metodologie di raccolta e stoccaggio, ed utilizzo di particolari imballaggi nonchè specifiche cautele durante le operazioni di trasporto e smaltimento finale, che deve essere effettuato tramite termodistruzione salvo casi particolari. (D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254)

44) Rifiuti solidi :

Rifiuto avente una coesione molecolare così intensa da poter mantenere volume e forma propria.

45) Rifiuto:

qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A alla parte IV del D.Lgs. 152/06 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi;

46) Riutilizzo – riciclaggio :

Ai fini di una corretta gestione dei rifiuti le autorità competenti favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso:
a) il reimpiego ed il riciclaggio;
b) le altre forme di recupero per ottenere materia prima dai rifiuti;
c) l’adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi;
d) l’utilizzazione principale dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.
Il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materia prima debbono essere considerati preferibili rispetto alle altre forme di recupero.
Al fine di favorire e incrementare le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero le autorità competenti ed i produttori promuovono analisi dei cicli di vita dei prodotti, eco-bilanci, informazioni e tutte le altre iniziative utili.
Le autorità competenti promuovono e stipulano accordi e contratti di programma con i soggetti economici interessati al fine di favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, con particolare riferimento al reimpiego di materie prime e di prodotti ottenuti dalla raccolta differenziata con la possibilità di stabilire agevolazioni in materia di adempimenti amministrativi nel rispetto delle norme comunitarie ed il ricorso a strumenti economici.

S

47) Scheda descrittiva rifiuto :

Raccolta delle principali informazioni riguardanti il produttore del rifiuto, il ciclo produttivo che ha generato il rifiuto (con l’indicazione delle varie sostanze utilizzate), il sito di produzione del rifiuto, le quantità annuali stimate e alcuni aspetti riguardo la composizione chimico-fisica del rifiuto.

48) Scheda Tecnica ADR:

documento integrativo al documento di trasporto ADR contenente le istruzioni e le precauzioni da adottare in caso di incidente o perdita accidentale del carico.

49) Schede di classificazione :

Sintesi delle principali informazioni riguardanti una determinata sostanza ritenuta un rifiuto, scaturita dal raffronto ed integrazione delle proprie schede di sicurezza, di un’analisi chimica specifica rispetto alle vigenti normative regolanti le fasi di trasporto, di sicurezza, di gestione e di stoccaggio.

50) Schede di sicurezza :

Raccolta di tutte le informazioni riguardanti una determinata sostanza:
. la sua composizione chimica e le sue proprietà fisiche;
. il campo di utilizzo ed applicazione;
. le modalità di utilizzo e le precauzioni di sicurezza durante la sua manipolazione;
gli aspetti ecologici del suo utilizzo e le precauzioni e cautele da adottare nei confronti dell’ambiente (modalità di trasporto – modalità di smaltimento)

51) Smaltimento:

ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una sostanza, un materiale o un oggetto dal circuito economico e/o di raccolta e, in particolare, le operazioni previste nell’allegato B alla parte IV del D.Lgs. 152/06;

52) Stoccaggio:

Le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell’allegato B alla parte IV del D.Lgs, 152/06, nonchè le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell’allegato C alla medesima parte IV;

T

53) Tabella nominativa ADR:

è il cuore delle nuove norme ADR. Riporta per ogni sostanza pericolosa, tramite codici, le singole prescrizioni che la riguardano (classificazione, tipi di etichette, modalità di imballaggio, numero di pericolo ecc.). Dalla sua consultazione, attraverso le tabelle sussidiarie di spiegazione dei codici e delle sigle adottate, si costruisce agevolmente il quadro normativo di quella specifica sostanza.

54) Termodistruzione :

operazione di smaltimento finale di un rifiuto tramite inceneritore.

AFFIDABILITÁ E TRASPARENZA

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